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Vorrei cogliere quest'occasione per ringraziare gli scorpioni fritti e le vacche che ti tagliano la strada alle 2 di notte.

Un bagno nel Gange, uno nel carìbe e gli shock culturali. L'odore di arepa alle 8 del mattino e il suono degli spari nel mezzo della notte.

L'altra parte del mondo, quell'altra, e tutto quello che c'è in mezzo. Chi guarda a destra, e va a sinistra.

Chi va sempre un po' più in là e chi va sempre un po' più a fondo.

I fighetti in camicia gli indigeni dell'amazzonia e la società liquida.

Le bevande a base di monete grattate le sostanze psicotropa e quel coniglione bianco.

Una stanza, e 12 paesi dentro. Il coriandel, il tandoori, le hakka noodles, il sushi.

La felicità, a volte, ha il profumo di un chai.

Quando il Mcdonald era il pranzo della domenica.

La salsa per le strade alle 3 di notte, 50000 persone che ballano in sincrono e l'intrigante danza delle hostess.

La posizione del camello, gli aquiloni al tramonto e una notte nel deserto.

Chi sono, non chi ero. Dove sarò, non dove sono ora.

I tatuaggi con vista e il futuro che non è scritto. Chi tenta di leggerlo, chi si accontenta di scriverselo.

Una Ford Galaxie del '68 e i rickshaw pimpati.

Vivere in un posto e diventare quel posto. Vivere in più posti e dimenticarsi chi si è.

Non sapere il come, ma sapere il dove quando e con chi.

La compatibilità, i piani di vita, le relazioni impossibili. Gli "andrà tutto bene" e i "ce la faremo" e i "chi se ne frega"

Il mio passaporto e ogni posto dove mi vada di andare.

16 ore in treno senza un posto a sedere, qualsiasi cosa pur di vivere.

Caracas che all'alba è una cosa mai vista.

Un'avvocato laureato in odontoiatria, e le 9 ore in cui mi ha raccontato la sua vita.

Chi in aereo guarda fuori dal finestrino, chi si allaccia la cintura.

Scimmie, vacche, cammelli, formiche 24, serpenti di mare, elefanti, asini e cinghiali. Ognuno sa l'animale che è.

I realisti e i sognatori. Le seghe mentali.

Abbronzarsi il 29 dicembre.

L'esistenzialismo il determinismo, il positivismo e il realismo.

I discorsi da fumati sono sempre i migliori.

Entrare in uno slum e aver voglia di piangere. Entrare in un barrios e doversi nascondere.

L'odore di immondizia, il profumo di Dior e quella vacca a cui davo una banana ogni mattina.

L'ipocrisia e la corruzione, i politici del cazzo e le feste in piscina.

Una lacrima sul viso di una prostituta di Bangkok.

Quelli che io me ne vado e alla fine restano, quelli che se ne vanno, ma è come non l'avessero mai fatto. 

Chi abbia scritto le regole, chi le ha riscritte e chi le ha infrante.

Chi ne abbia capito l'inarrestabile mutevolezza.

Chi scrive usando parole fighe.

I punti di vista e i panni e le scarpe degli altri.

Chi dice è solo photoshop. Chi è solo una reflex. Chi dice è solo un cuore.

Ogni partenza, ogni addio, ogni lacrima versata.

Il sorriso di un bambino di 5 anni, e il mattone che porta sulla testa alle 6 di mattina.

I primi cento metri d'India non li scorderai mai.

Sugarman, Flume, Drake e gli Hammock. I mantra tibetani alle 7 del mattino.

Quanti ricordi ci stanno in un disco? E quanti in un silenzio?

Chi entra e chi esce, chi resta fino alla fine. Chi ti cambia.

Chiunque abbia mai creduto in me, e chiunque mi abbia mai mandato a quel paese, ringraziato, sorriso, guardato negli occhi, baciato, amato, odiato ispirato guidato.

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